Prezzi alimentari, la FAO: a ottobre indice in calo dell'1,2%, giù cereali e grano, sale lo zucchero
L'indice FAO dei prezzi alimentari scende a 133,9 punti a ottobre: cereali -4,5%, zucchero +6,6%. Raccolto mondiale di cereali al secondo livello di sempre.
Redazione Masserino · 2 min di lettura

I prezzi mondiali dei prodotti alimentari sono scesi a ottobre. L'indice dei prezzi alimentari della FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, pubblicato il 6 novembre, si è fermato a 133,9 punti: l'1,2% in meno rispetto a settembre, ma il 5,9% in più rispetto a un anno prima. Resta comunque del 16,4% sotto il picco di marzo 2022.
Secondo la FAO, il calo dipende soprattutto da una domanda di importazione più debole, che ha fatto scendere i prezzi di cereali, latticini e carne.
Cereali in calo, zucchero in forte rialzo
L'indice dei cereali è sceso del 4,5% in un mese, a 116,8 punti, ed è del 12,6% più basso rispetto a ottobre 2025. Il prezzo mondiale del grano è calato dopo quattro aumenti mensili consecutivi, per una domanda internazionale contenuta e per migliori prospettive di raccolto, in particolare in Argentina. Il riso è andato in controtendenza, con un aumento dell'1,6%.
Gli oli vegetali sono rimasti quasi fermi, con un +0,3% legato ai rialzi di soia e girasole. La carne è scesa dell'1,2% e i latticini dell'1,1%. Lo zucchero invece è salito del 6,6% in un mese e del 28,8% su base annua: è il quarto aumento consecutivo e il livello più alto da dicembre 2024.
Le previsioni sul raccolto mondiale
Nello stesso giorno la FAO ha aggiornato le stime sui cereali. La produzione mondiale del 2026 è prevista a 2.999 milioni di tonnellate: meno del record del 2025, ma comunque il secondo valore più alto mai registrato. Il calo più marcato riguarda il grano. Le scorte mondiali di cereali dovrebbero invece crescere dell'1,8% alla chiusura delle campagne che terminano nel 2027.
Si prevede anche una riduzione degli scambi internazionali: il commercio di cereali dovrebbe calare del 3,3%, a 507,7 milioni di tonnellate, e quello di grano dell'8,6%.
Fonti: FAO – Food Price Index, FAO – Cereal Supply and Demand Brief, ANSA Terra&Gusto




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